Art 18, Conti (Ugl Tlc): Diktat di Bruxelles per tenere alta la precarizzazione nel lavoro

Art 18, Conti (Ugl Tlc): Diktat di Bruxelles per tenere alta la precarizzazione nel lavoro

(AGENPARL) – Roma, 12 gen 2017 – “Con l’inammissibilità del quesito referendario sull’art. 18 da parte della Corte Costituzionale si è avuta la conferma che il diktat assegnato da Bruxelles al nostro Paese rimane quello di tenere alta la precarizzazione nel mondo del lavoro da un alto ed indebolire il tessuto sociale dall’altra”, è quanto dichiara Stefano Conti, Segretario Generale dell’UGL Telecomunicazioni.

“Al di la del fatto” prosegue il sindacalista “che al momento non si conosco ancora le motivazioni di tale bocciatura da parte della Consulta, il dato oggettivo è che la paventata ennesima riforma del lavoro contenuta nel noto Jobs Act ha portato quasi esclusivamente ad una riduzione di posti di lavoro e di diritti. Una recente statistica dell’ISTAT conferma infatti questa tendenza: l’impoverimento dell’Italia è un dato numericamente concreto e non una mera ipotesi sociologica. Stranamente alcun Governo di quelli che si sono succeduti in questi ultimi anni in piena crisi economica, ha mai cercato di guardare all’unica vera riforma del lavoro possibile, ossia la cogestione di stampo tedesco, la partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali. Un modello in grado di superare molte divisioni tra aziende e sindacato ed in grado di responsabilizzare e valorizzare i lavoratori.”

“Quanto avvenuto negli ultimi tempi nel settore dei call center” conclude Conti “e sintomatico di quanto potrebbe continuare ad accadere ancora nei prossimi mesi e rispecchia una reale incapacità politica nell’affrontare e risolvere problemi di natura normativa, industriale e sociale”.

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